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Archivio 'In vetrina'

Banished – una recensione flash

Quando inizi a fare il programmatore e impari qualcosina, inevitabilmente ti ritrovi a pasticciare col codice per creare qualche giochino stupido per far ridere gli amici. Ecco, al giorno d’oggi quando penso ad un gioco fatto da una sola persona, mi viene in mente robetta del genere.  Banished è stato sviluppato da un solo programmatore, Luke Hodorowicz, che è riuscito nell’intento di terminare i lavori e pubblicare il gioco sette giorni fa.

Shining Rock Software, questo il roboante pseudonimo scelto, propone un city builder vecchio stampo, che pesca a piene mani dai Sim City di una volta (fino al 4, per intenderci) e dai vecchi esponenti delle serie Caesar e Settlers (tanti bei ricordi). Il pescato viene trattato con i diktat che paiono essere in auge nel mondo indie odierno: survival e casualità degli scenari.

Banished

Ebbene sì, Banished nasce come survival duro e crudo, e solo dopo qualche tempo viene tramutato in gestionale dal suo creatore. Il cambio di rotta è totale ma il fattore sopravvivenza rimane nella struttura definitiva del gioco: nel vostro villaggio simil-medievale la fame e il freddo la fanno da padroni, e un piccolo errore di valutazione può portare alla decimazione della popolazione durante l’inverno. Mi è capitato di sperperare risorse e il gelo si è portato via metà popolazione come neanche fosse un intervento in scivolata di Aronica. I sopravvissuti hanno dovuto fare invece i conti con la fame fino a primavera inoltrata. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in In vetrina,Recensioni - Videoludica | Nessun commento

Splinter Cell e quel gioco da Lista Nera

E’ il 22 Agosto 2013, e Blacklist, atteso come il messia degli Stealth, si prepara a sbarcare sugli scaffali dei negozi di elettronica di consumo. Dopo qualche giorno, le riviste lo acclamano e gli utenti son contenti. I fan di SC invece lo disinstallano in media dopo 5 livelli in single-player. Cosa è successo?

 

Stessa storia, un ulteriore passo indietro: nel 2010 esce Conviction, titolo fortemente action mascherato dal titolo Splinter Cell; vende un botto e laggente è contenta. E i fan? Beh, come tutti i fan, si lamentano: la svolta action ha reso Sam Fisher una sorta di Jason Bourne in crisi di mezz’età e vendicativo, mancano tante piccole cose che rendono il gioco un run ‘n gun piuttosto che uno stealth con pianificazione action; molte sbandierate caratteristiche (tra cui le famose scritte in sovrimpressione sugli sfondi che indicano gli obiettivi, o il Mark & Execute) sono buttate per rendere il gioco più appetibile ai neofiti. E che fa Ubisoft? Corre ai ripari e promette un seguito esaltante adatto a tutti i tipi di giocatori.

Adatto a tutti i tipi di giocatori

adatto a tutti i tipi

adatto a tutti

Sì, avete già capito come è andata a finire. Splinter Cell Blacklist è una presa per il culo. Vediamo perché.

 

La storia è ancora quasi personale: stavolta è il protagonista di sempre, Jason Pescatore, a occuparsi delle operazioni suicida, è infatti a capo della Fourth Echelon, la squadra clandestina antiterrorismo più famosa al mondo, ma che conduce operazioni segretissime. (OFF TOPIC Ma Fisher e Grim quanti anni hanno a sto punto? Li hanno svecchiati e uno salta come un olimpionico mentre l’altra è ‘na gnoccona, ma sembrano comunque quarantenni nell’aspetto, quindi il gioco è un reboot-quel…?). I cattivi, noti come gli Ingegneri, vogliono colpire l’America in 12 diverse città (la Blacklist del titolo) per allontanare le truppe americane dai 2/3 del mondo in cui sono sbarcate. Buona idea, ma…attaccare una riserva idrica nella Louisiana, diffondere gas nervino dalla metropolitana di Philadelphia, c’entrano più col rovinare l’America come superpotenza piuttosto che allontanare le truppe. Un po’ megalomani questi cattivi. Ma SC non è mai stato un portabandiera di trame elaborate o coerenti, e Blacklist rimane pur sempre un gioco Tom Clancy: parliamo del gameplay visto che state fremendo tutti.

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stalney Tucci

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stanley Tucci

 

Sin dai primi momenti non viene fatto nulla per separarsi da quel “mezzo spinoff con titolo ufficiale” di Conviction. Ci sono ancora quelle fastidiose scritte in sovrimpressione, che avrebbero senso se Samuele non avesse tutto questo equipaggiamento addosso che persino il Casio da 3000€ che porta al polso lo aggiorna sulle munizioni disponibili: il muro di testo che sia crea tra HUD e scritte varie rende complicato leggere le informazioni necessarie e l’abbinamento stona. Vi avvicinate ad una porta e vi appariranno almeno 5 scritte diverse sulle azioni possibili e dovete girare la telecamera almeno di 90° per ciascuna. Una piccolezza? Avete ragione, ma c’è di peggio.

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postato da Léon Hornisse in Articolo,In vetrina,Recensioni - Videoludica | 1 Commento

Due parole su Facciamola Finita

Facciamola FinitaQualche tempo fa stavo spulciando il box office USA sul solito imdb.com e noto una commedia con tanti volti noti. Infatti, in This is the End (Facciamola Finita alle nostre latitudini) trovano spazio molte facce conosciute del panorama comico americano: da Seth Rogen (che si siede anche dietro alla macchina da presa) a Jonah Hill, da James Franco a Micheal Cera, passando per Jason Segel, Christopher Mintz-Plasse, Paul Rudd, Danny McBride e diversi altri.

Praticamente tutti i protagonisti di Superbad e Pinepple Express (altri film trattati molto male dalla distribuzione italiana in fatto di titoli. A proposito…) concentrati nello stesso cast. Leggi tutto…

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postato da Herwig Carden Loyd in Discorriamo di cinema,In vetrina,Recensioni - Cinema | Nessun commento

Recensione Django Unchained

Un bel giorno stai cazzeggiando su Internet e scopri che a Natale esce il nuovo film di Tarantino. Ed è un western.

Sei felice, perché sai già che sarà formidabile. Poi, scopri che nel tuo paese non esce a Natale, bensì il 17 gennaio. Pazienza, attendi ogni volta qualche anno, due settimane in più non possono fare la differenza. E poi al 17 gennaio mancano ancora svariati mesi.

Bene, il 17 gennaio è stato una settimana fa, ma Django Unchained l’ho visto soltanto ieri. Il tempo di raccattare tutti gli amici e andare a vederlo tutti assieme. Se i vostri amici capiscono anche solo lontanamente di cinema, fatevi questo regalo. Assolutamente. Se non dovessero capire niente di cinema, pazienza. Andateci da soli. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Discorriamo di cinema,In vetrina,Recensioni - Cinema | Nessun commento

Mr. Hide ed il Dottor Je-Kill

Laringio era un giovane con grossi problemi ad integrarsi nella società. Un ragazzo sfortunato, così tanto sfortunato che durante l’ultimo terremoto si trovava nella fabbrica di stalattiti. Leggi tutto…

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in In vetrina,Nonsense | Nessun commento

Recensione Film: 300, di Zack Snyder

Tratto da un fumetto di Frank Miller, una delle rappresentazioni più spettacolari di tutti i tempi, bisogna dargliene atto. Ma anche una delle più stupide.
Cerchiamo di analizzarlo passo per passo.
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postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in In vetrina,Recensioni - Cinema | 2 Commenti

Il Neoinceneritore


Articolo di palesissima satira; prima di rosicare cercate di capire!
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La nascita di una nuova forma di energia

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(Nella foto: fuochi d’artificio per il Neoinceneritore!!)

Carbone? Vapore? Petrolio?
Sciocchezze!!

Sessantananosecondi ha la soluzione al problema energetico! Leggi tutto…

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Le radiazioni e l’elisir di lunga vita

Il Quesito Scientifico Della Settimana
(ora sorprendentemente a cadenza settimanale)


Egregio professor Collider qual’è il segreto per vivere più a lungo?

Risponde il professor Hadron Collider: Leggi tutto…

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Apre sessantanosecondi.it

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La paura corre sulla locandina

Discorriamo di cinema
questa settimana se la cava con poco
Ogni locandina del post rappresenterà un titolo brutalizzato

Si sa che gli italiani sono un popolo di magonzi (qualsiasi cosa significhi… mi piace il suono) e che controllare i media significhi controllare i popoli di magonzi, ma ci sono alcune cose che difficilmente trovano una spiegazione totale.

Di quali alti argomenti stiamo parlando? Finanza internazionale? Bioetica? Fighe?

La risposta è ovviamente no. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Discorriamo di cinema,In vetrina | 2 Commenti