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In colpevole ritardo: GTA V

GTA V

Ho appena terminato la storia di GTA V e la percentuale di completamento del gioco è ferma al 73%. Tempo passato tra Los Santos e Blaine County: 39 ore, 32 minuti e 58 secondi.

Queste quasi 40 ore sono cominciate due mesi fa, quando più o meno tutta la civiltà occidentale aveva già spolpato da eoni il titolozzo made in Rockstar. Ormai sono presenti milioni di recensioni, pareri e video sul gioco.

Cosa aggiungere, in modo sintetico? GIOCATECI.

GTA V è IL freeroaming, un mondo bellissimo e dettagliato, praticamente esente da bug, tecnicamente roccioso (assolutamente incredibile che giri su PS360… un’edizione PC svernicerebbe qualsiasi cosa), game design e gameplay a livelli stellari, un cast di personaggi favoloso e la solita tonnellata di sorprese nascoste inutili ma che strappano sempre il sorriso (Rockstar Games = EASTER EGG).

La perfezione fatta software? Assolutamente no.

Il budget esagerato ha imposto un’inevitabile modalità online, che se non si gioca su Internet ormai i ragazzini non ti comprano più i giochi e poi rischi di non rientrare dal mega investimento anche se sulla copertina c’è scritto sua signoria Grand Theft Auto. Se il tempo e le risorse sprecate per GTA Online fossero state impiegate nel single player (e al contempo evitando qualche attività collaterale sostanzialmente inutile, che ottimizzare un po’ i contenuti non fa mai male) e nell’aggiungere qualche missione in più per sviluppare meglio la (seppur buona) trama, avremmo avuto il re indiscusso della generazione.

C’è anche un problema riguardante il denaro: è bilanciato davvero maledettamente troppo male. In genere ne userete molto poco, comprerete raramente armi e potenziamenti (si ottiene tutto durante la storia… e tramite quegli stupidi DLC gratuiti per GTA Online che sbloccano fin da subito armi super-galattica anche nel single player, stupidi per questo aspetto, non per altro). D’altro canto, non avrete che le briciole per provare ad acquistare una qualsiasi in vendita nel gioco: io sono riuscito solo a prendere un baretto sfigato in periferia nelle prime 20-30 ore. I vostri soldi rimarranno così incastrati in una specie di terra di nessuno per buona parte della partita.

MA VA BENE COSI’.

Da programmatore non posso che consigliare, nel mio piccolo, di premiare un lavoro tanto maestoso e tanto curato. Se a settembre il battage mediatico (esagerato) sul gioco vi aveva stufato facendovi fare la mano, beh, il momento è passato e potete fare gli hipster e recuperarlo in sordina ora.

Tanto, agli hipster, in GTA V, gli si spara senza complimenti. Un altro punto a favore.

Prima di chiudere: la satira del gioco è favolosa. A colpi di social network, smartphone, tablet, selfie, hipster, FPS, talent show, consumismo sfrenato e misoginia Rockstar dipinge gli Stati Uniti degli ultimi anni e l’emisfero occidentale in un modo che a conti fati è poco surreale e molto realistico.

Prima di chiudere 2: volevo decorare il post con le mie foto scattate durante le ore di gioco, ma il Rockstar Social Club è imploso. Pazienza.

Chiudendo: rimane, per me stranamente, la voglia di continuare a spolpare il gioco. Devo terminare l’Epsilon Program (chi ha detto Scientology?), comprare un po’ di proprietà e raccogliere, ma questo solo se avrò proprio una voglia disperata, i vari collezionabili.

postato da Herwig Carden Loyd in Recensioni - Videoludica | Nessun commento

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