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Io vi consiglio: Godzilla (2014)

Godzilla (2014)

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Nel 1954 la Toho, casa di produzione cinematografica giapponese, confeziona una pellicola destinata a rimanere negli annali del cinema. La storia la conosciamo tutti: un dinosauro gigantesco terrorizza le città costiere del paese del sol levante. L’idea era arrivata dai vecchi monster movie americani della prima metà del secolo (come King Kong). La bestia prese il nome di Godzilla (o Gojira), che era il sopprannome di un grasso dipendente della Toho, frutto dell’unione tra i termini gorilla e balena.

Godzilla racchiude tratti tipici della cultura giapponese, come la “minaccia dal mare” o i movimenti sismici causati da una grossa creatura; il lucertolone rappresenta anche le vittime dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki: sono i test nelle isole del pacifico che lo risvegliano e lo mutano, e la sua pelle ricorda le cicatrici cheloidi (non googolate questo termine) di chi è stato esposto ad un ordigno nucleare.
Nessuno sa come abbattere Godzilla, finché un professore non se ne viene fuori con una bomba potentissima (chiamata Oxygen Destroyer, haha), ed uccide il bestione per poi lasciarsi annegare: non vuole che la sua conoscenza possa essere usata un giorno contro gli uomini, emblematico anche questo dell‘anti-americanismo di cui il film è intriso.

Lo spettro di Godzilla, mostro iconico, ha preso a vagare per gli studios di Hollywood sin dal lontano 1993, quando Jurassic Park mostrò al mondo i miracoli del CGI. Nel ’98 Roland Emmerich diede sfoggio del suo non-talento in un pessimo remake, che ignorerò completamente in questa sede.

Primavera 2011; negli uffici della warner i dirigenti scacciano la calura sventolando mazzi di banconote da cento dollari (la sede è a Burbank, in california, dove c’è sempre afa). La televisione è accesa, scorrono le news; uno dei grandi capi viene catturato dalla voce della inviata di turno perché una volta se l’è portata a letto (potrebbe non essere successo). La notizia in questione riporta la fusione dei noccioli di tre reattori nella centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi; uno dei dirigenti (presumibilmente si chiamava Steve) dice: “speriamo che Godzilla non emerga dal mare ora!”. Tutti ridono. Poi qualcuno si accorge che un sacco di persone faranno questa stessa associazione. E, siccome alla warner (così come alla Legendary picture) non si capisce un cazzo che non siano i soldi, decidono di fare un remake.

Et voilà! Godzilla (2014) nasce con i presupposti di qualunque altro filmaccio d’azione americano; ma il rislutato non è così male.
Il film è prodotto per un quarto dalla Warner e per tre quarti dalla Legendary; la Toho ha curato l’edizione nipponica.
Alla regia viene chiamato Gareth Edwards, la mente dietro a Monster. Benché siano presenti forti cliché e la trama sia un gigantesco buco narrativo alcune scene valgono la visione. Buono il comparto audio, buona la fotografia.
E se avete visto lo schifo del 1998 potrete farvi un’idea della differenza che c’è tra un buon regista ed un pessimo regista. E Roland Emmerich.

Consigliato, da vedere a mente spenta.

 

Altre considerazioni per chi ha già visto il film

Ora, il soggetto è di David Callaham (quello che ha scritto Doom e I mercenari) che doveva essere anche sceneggiatore. Siccome il suo nome è sinonimo di schifo, la produzione ha optato per Max Borenstein come stesore finale dello script (e chissà chi diavolo è).
Una buona considerazione è questa: la sceneggiatura di questo film non esiste.
Alla Legendary si saranno resi conto che se stai andando a vedere un film su una lucertola gigante che “si nutre di radiazioni” (??) non sei molto interessato ad una trama complessa. Bingo! Al regista hanno passato un tovagliolo sporco di ragù spacciandolo per lo script.

E a Gareth Edwards non gliene frega un cazzo. Lui, con il suo accento inglese ed il vizio di fare film di mostri giganti dove non si vede il mostro gigante. Questo è il suo talento: coprire le cause, mostrarti solo gli effetti. Il risultato è più che scontato; in Godzilla vedi città distrutte per il passaggio delle creature, notizie su disastri e combattimenti tra mostri antichi, notiziari più interessanti dei fatti su cui si sofferma la cinepresa…insomma tutto quello che accade off camera molto spesso sembra più interessante delle scene riprese, tanto che vorresti ci facessero un film. Se in Monster questa sindrome del non-riprendo-quello-che-vuoi-vedere è giustificata dal budget in Godzilla si trasforma in scelta “artistica” alquanto criticabile. Il film non guadagna nulla da questo espediente.
Alcune scene sono ben girate e i mostri bucano davvero lo schermo. Quello che più rimane impresso alla fine del film sono gli aerei che cadono per via degli EMP, spettacolari. L’apparato audio è ottimo anche se la colonna sonora è presto dimenticata.

Il cast è buono: Bryan Cranston nei panni di Walter White nei panni del padre del protagonista vale da solo il prezzo del biglietto. Anche se rimane sullo schermo meno di un’ora e non ti ricordi neanche il suo nome a film finito. Aaron Taylor-Johnson (kick ass) interpreta Ford Brody, il protagonista, e considerando che parliamo di un blockbuster fa bene il suo lavoro. In alcune scene, ad esempio, recita.

Ken Watanabe è  Ichiro Serizawa (stesso nome del dottore del primissimo Godzilla, quello della superbomba). E non lo interpreta, è proprio lui. In mia opinione Watanabe aggiunge un tocco di comicità involontaria al film in tutto quello che dice e non dice; è ridicolo quando guarda Godzilla con la bocca aperta (il 45% della pellicola), è ridicolo quando cerca di infilare una morale (uomo cattivo, lucertola buona) ed è ridicolo a tenere in mano l’orologio che aveva suo padre quando è morto ad Hiroshima, perché è sicuramente ancora radioattivo.
Come fa Godzilla ad essere un predatore alfa (lo dice Watanabe) se si nutre di radiazioni? Perché gli americani vogliono ucciderlo usando una bomba atomica? Suona come se qualcuno volesse uccidere me picchiandomi con un hamburger. Perché Godzilla è visto come un eroe alla fine del film? Ha fatto fuori l’intera popolazione delle Hawai (ha anche rovinato l’Hilton Hotel).
Ci sono delle coincidenze ingiustificabili, come il tragitto dei vari mostri che incrocia sempre ed inevitabilmente quello del povero Ford Brody. Max Borenstein ha avuto vita semplice: di dialoghi ce ne sono pochi e sono gli stessi di mille altre pellicole. Ma ci sto pensando troppo. Lo script di questo film non esiste, probabilmente neanche Max Borenstein esiste.
Nella malgama di omaggi alla vecchia serie di Godzilla brilla particolarmente l’ultimo shoot con il bestione che si allontana nel mare, nuotando verso l’orizzonte.
Godzilla non è nulla di che…perché lo consiglio? Forse perché da un film di questo genere mi aspettavo molto, molto peggio.

6,5 Steven Tyler su 10
steveyfrebfri

~Seydlitz

*Nota: ho guardato il film in lingua originale.

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in Io vi consiglio\Io vi sconsiglio,Recensioni - Cinema | Nessun commento

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