Sessantananosecondi

60 nanosecondi, 100 all'ammore

Io vi consiglio – In Bruges

In Bruges (2008)

MV5BMTY4OTYxODg4MV5BMl5BanBnXkFtZTcwMDcyNzM2MQ@@._V1_SX640_SY720_

In Bruges è una commedia nera della miglior specie. Non lasciate che l’inizio macchinoso vi scoraggi: la pellicola si fa più interessante con lo scorrere dei minuti.
Leggi tutto…

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in Io vi consiglio\Io vi sconsiglio,Recensioni - Cinema,Uncategorized | Nessun commento

The Grand Budapest Hotel (Io vi s… consiglio)

The Grand Budapest Hotel

The Grand Budapest Hotel

The Grand Budapest Hotel non è un film per tutti. Ma proprio per niente.

In questa rubrica da poco iniziata abbiamo avuto, per il momento, solo giudizi finali “positivi”. Questo è, e probabilmente rimarrà, il primo caso di pareggio. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Io vi consiglio\Io vi sconsiglio,Recensioni - Cinema | 1 Commento

Io vi consiglio – 28 giorni dopo

28 giorni dopo (28 days later)

5753_big

“Io sono leggenda” è la brutta copia di questo film. Non per la trama generale (che nasce nella letteratura) ma per tanti piccoli dettagli che il filmaccio americano riprende e rovina sistematicamente. Se vi è piaciuto Will Smith che ripete a memoria le battute di Shrek guardate questa pellicola e capirete dove tutto è nato.
Leggi tutto…

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in Io vi consiglio\Io vi sconsiglio,Recensioni - Cinema | 1 Commento

Children of Men – I Figli degli uomini (Io vi consiglio)

children_of_men-620x336

Children of Men – I Figli degli uomini (2006)

Siamo nel 2027 e sono anni che non nasce più nessuno. Una roba da paura, ma finchè torni a casa e trovi pronto da mangiare, non ti sconvolge più di tanto. Fatto sta che, in questo mondo di soli maggiorenni, la vita va avanti, fino a quando la persona più giovane sulla faccia del pianeta, l’argentino appena diciottenne Diego, non muore di morte violenta. All’improvviso la disperazione: tuti riversati davanti ai teleschermi, a piangere davanti alle immagini del giovine deceduto in una rissa da bar.

Perché il problema è tale solo quando te ne ricordi, o qualcuno te lo ricorda.

Questo non è il futuro. Niente macchine volanti o alieni. E’ la realtà. Se nel 1996 i parti fossero terminati all’improvviso, oggi andrebbe esattamente così. Si reagirebbe con la solita incoerenza con cui si reagisce a tutti i problemi quotidiani.

In Children of Men seguiamo la vicenda di Theo (Clive Owen), anonimo impiegato londinese dalla vita tranquilla, con un passato da attivista politico. Qualche tragico avvenimento e la convinzione che in ogni caso le cose non cambierebbero lo portano a scegliere un’esistenza comoda. All’inizio seguiamo il quotidiano del protagonista, che si muove con naturalezza in un’Inghilterra fatta di gente vacua che ignora i problemi della vita, e che quando non li ignora si limita a dare la colpa a un nemico comune, gli immigrati. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Io vi consiglio\Io vi sconsiglio,Recensioni - Cinema | 1 Commento

Io vi consiglio: Godzilla (2014)

Godzilla (2014)

godzilla2014_fan_poster

Nel 1954 la Toho, casa di produzione cinematografica giapponese, confeziona una pellicola destinata a rimanere negli annali del cinema. La storia la conosciamo tutti: un dinosauro gigantesco terrorizza le città costiere del paese del sol levante. L’idea era arrivata dai vecchi monster movie americani della prima metà del secolo (come King Kong). La bestia prese il nome di Godzilla (o Gojira), che era il sopprannome di un grasso dipendente della Toho, frutto dell’unione tra i termini gorilla e balena.
Leggi tutto…

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in Io vi consiglio\Io vi sconsiglio,Recensioni - Cinema | Nessun commento

In colpevole ritardo: The Last of Us

Joel The Last of Us

The Last of Us – Starring: Joel Gallagher…

Un mesetto fa è uscita sul mercato, con qualche fanfara di troppo, l’edizione Remastered, ma io ho appena finito The Last of Us nella versione originale per PS3.

Che dire… se tutti i giochi “a corridoio” di questa generazione fossero stati di questo tenore… beh, sarebbe stato un bel vedere e anche abbastanza un bel giocare. Valore di produzione esagerato, alta direzione artistica, gameplay ben studiato, personaggi che funzionano: tutti tasselli che fanno di The Last of Us un BEL gioco.

E poi? Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Recensioni - Videoludica | 1 Commento

In colpevole ritardo: GTA V

GTA V

Ho appena terminato la storia di GTA V e la percentuale di completamento del gioco è ferma al 73%. Tempo passato tra Los Santos e Blaine County: 39 ore, 32 minuti e 58 secondi.

Queste quasi 40 ore sono cominciate due mesi fa, quando più o meno tutta la civiltà occidentale aveva già spolpato da eoni il titolozzo made in Rockstar. Ormai sono presenti milioni di recensioni, pareri e video sul gioco.

Cosa aggiungere, in modo sintetico? GIOCATECI. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Recensioni - Videoludica | Nessun commento

Dark City

locandina-dark-city

“Take the idol if you dare”

Ce lo avevi da vedere da tanti anni, Dark City. Così tanti che c’era ancora downloadzone Blockbuster,

Te l’eri segnato tra i film da vedere per il voto sorprendentemente alto della tua bibbia IMDB, per la presenza di Jack Bauer (all’anagrafe Kiefer Sutherland) e per il fatto che dietro la macchina da presa ci fosse Alex Proyas de Il Corvo.

Dark City parte come un thrillerone di quelli belli: spunto trito e ritrito ma efficace, musica pa-pa-pam, cittadinozza ammerigana e tutti in giro belli eleganti che un po’ sembra un film di Andrew Niccol.

Lo spunto trito ecc.: un uomo (Rufus Sewell, che ti pare di averlo visto in mezzo mondo e poi guardi la sua filmografia e fai: ah, no) si sveglia senza memoria in una stanza d’albergo. Il telefono suona: è il dottor Schreber (Sutherland) che lo avvisa che qualcuno sta venendo a prenderlo per fargli qualcosa di poco piacevole. Il nostro uomo smemorato se la dà comprensibilmente a gambe levate, non prima di notare un cadavere nella sua stanza. Bimbumbam, e pure la polizia finisce alla sue calcagna, incolpandolo (o forse è davvero colpa sua?) dell’omicidio. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in Discorriamo di cinema,Recensioni - Cinema | 3 Commenti

Banished – una recensione flash

Quando inizi a fare il programmatore e impari qualcosina, inevitabilmente ti ritrovi a pasticciare col codice per creare qualche giochino stupido per far ridere gli amici. Ecco, al giorno d’oggi quando penso ad un gioco fatto da una sola persona, mi viene in mente robetta del genere.  Banished è stato sviluppato da un solo programmatore, Luke Hodorowicz, che è riuscito nell’intento di terminare i lavori e pubblicare il gioco sette giorni fa.

Shining Rock Software, questo il roboante pseudonimo scelto, propone un city builder vecchio stampo, che pesca a piene mani dai Sim City di una volta (fino al 4, per intenderci) e dai vecchi esponenti delle serie Caesar e Settlers (tanti bei ricordi). Il pescato viene trattato con i diktat che paiono essere in auge nel mondo indie odierno: survival e casualità degli scenari.

Banished

Ebbene sì, Banished nasce come survival duro e crudo, e solo dopo qualche tempo viene tramutato in gestionale dal suo creatore. Il cambio di rotta è totale ma il fattore sopravvivenza rimane nella struttura definitiva del gioco: nel vostro villaggio simil-medievale la fame e il freddo la fanno da padroni, e un piccolo errore di valutazione può portare alla decimazione della popolazione durante l’inverno. Mi è capitato di sperperare risorse e il gelo si è portato via metà popolazione come neanche fosse un intervento in scivolata di Aronica. I sopravvissuti hanno dovuto fare invece i conti con la fame fino a primavera inoltrata. Leggi tutto…

postato da Herwig Carden Loyd in In vetrina,Recensioni - Videoludica | Nessun commento

Splinter Cell e quel gioco da Lista Nera

E’ il 22 Agosto 2013, e Blacklist, atteso come il messia degli Stealth, si prepara a sbarcare sugli scaffali dei negozi di elettronica di consumo. Dopo qualche giorno, le riviste lo acclamano e gli utenti son contenti. I fan di SC invece lo disinstallano in media dopo 5 livelli in single-player. Cosa è successo?

 

Stessa storia, un ulteriore passo indietro: nel 2010 esce Conviction, titolo fortemente action mascherato dal titolo Splinter Cell; vende un botto e laggente è contenta. E i fan? Beh, come tutti i fan, si lamentano: la svolta action ha reso Sam Fisher una sorta di Jason Bourne in crisi di mezz’età e vendicativo, mancano tante piccole cose che rendono il gioco un run ‘n gun piuttosto che uno stealth con pianificazione action; molte sbandierate caratteristiche (tra cui le famose scritte in sovrimpressione sugli sfondi che indicano gli obiettivi, o il Mark & Execute) sono buttate per rendere il gioco più appetibile ai neofiti. E che fa Ubisoft? Corre ai ripari e promette un seguito esaltante adatto a tutti i tipi di giocatori.

Adatto a tutti i tipi di giocatori

adatto a tutti i tipi

adatto a tutti

Sì, avete già capito come è andata a finire. Splinter Cell Blacklist è una presa per il culo. Vediamo perché.

 

La storia è ancora quasi personale: stavolta è il protagonista di sempre, Jason Pescatore, a occuparsi delle operazioni suicida, è infatti a capo della Fourth Echelon, la squadra clandestina antiterrorismo più famosa al mondo, ma che conduce operazioni segretissime. (OFF TOPIC Ma Fisher e Grim quanti anni hanno a sto punto? Li hanno svecchiati e uno salta come un olimpionico mentre l’altra è ‘na gnoccona, ma sembrano comunque quarantenni nell’aspetto, quindi il gioco è un reboot-quel…?). I cattivi, noti come gli Ingegneri, vogliono colpire l’America in 12 diverse città (la Blacklist del titolo) per allontanare le truppe americane dai 2/3 del mondo in cui sono sbarcate. Buona idea, ma…attaccare una riserva idrica nella Louisiana, diffondere gas nervino dalla metropolitana di Philadelphia, c’entrano più col rovinare l’America come superpotenza piuttosto che allontanare le truppe. Un po’ megalomani questi cattivi. Ma SC non è mai stato un portabandiera di trame elaborate o coerenti, e Blacklist rimane pur sempre un gioco Tom Clancy: parliamo del gameplay visto che state fremendo tutti.

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stalney Tucci

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stanley Tucci

 

Sin dai primi momenti non viene fatto nulla per separarsi da quel “mezzo spinoff con titolo ufficiale” di Conviction. Ci sono ancora quelle fastidiose scritte in sovrimpressione, che avrebbero senso se Samuele non avesse tutto questo equipaggiamento addosso che persino il Casio da 3000€ che porta al polso lo aggiorna sulle munizioni disponibili: il muro di testo che sia crea tra HUD e scritte varie rende complicato leggere le informazioni necessarie e l’abbinamento stona. Vi avvicinate ad una porta e vi appariranno almeno 5 scritte diverse sulle azioni possibili e dovete girare la telecamera almeno di 90° per ciascuna. Una piccolezza? Avete ragione, ma c’è di peggio.

Leggi tutto…

postato da Léon Hornisse in Articolo,In vetrina,Recensioni - Videoludica | 1 Commento