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Recensione Film: “Resident Evil: Afterlife”, di Paul W.S. Anderson

Forse il più brutto film che abbia mai visto al cinema.

I problemi principali della pellicola sono la sceneggiatura, la regia, la regia d’azione (e la coreografia dei combattimenti), lo smodato uso di effetti speciali buttati a caso, la recitazione (terribile Ali Larter, tanto gnocca quanto inespressiva)…eccetera.

Ma vediamo di analizzare il quarto capitolo di Resident Evil sul grande schermo passo per passo (ricordando che si tratta di un film, non di un videogioco).

I titoli di testa sono ben realizzati: ci troviamo nella Tokyo pre-apocalisse ed una giapponesina infetta attacca un passante.

La fastidiosissima voce di Alice (cioé la modella, modella e non attrice, Milla Jovovich) ci fa un breve riassunto delle puntate precedenti.

Il film inizia con la stessa Alice e le sue cloni che attaccano (in una lunga e noiosa sequenza d’azione) la base nipponica della Umbrella Corporetion.

Oddio ma che è!

Da notare subito come in alcuni frammenti sembri di vedere la versione scadente di Matrix.


Colonne rotte, come in Matrix


Anche questa “kill” ricorda in modo marcato Matrix, nella scena del tetto quando Neo e Trinity vanno a salvare Morpheus.

Messa alle corde (una) Alice ricorre ai suoi poteri telecinetici.

Nella foto: Shinra Tensei!

Ma sorvoliamo l’insulsa scena d’apertura.

Notiamo anche quanto facciano schifo le battute.


Anche nell’abbigliamento ricorda molto Matrix.


E anche questa sequenza.


E anche questa, ricorda la caduta di Trinity nel secondo Matrix.

Ma che cazzo! Orribile copia-incolla di intere sequenze da un buon film d’azione, rifatte male.

Alla fine il cattivone fugge e fa esplodere la base sotterranea, uccidendo tutte le cloni di Alice. Comodo vero, sceneggiatori?

Il cattivone, Wesker, scappa con un elicottero e Alice lo segue a bordo. Qui accade l’inspiegabile: Wesker riesce a infilzare Alice con una siringa che contiene l’antidoto ai suoi poteri paranormali (?????!?!?!?!?!?!?!?!). Ma non poteva iniettarle candeggina e ucciderla una volta per tutte?
L’elicottero si schianta e la regia mostra la sua totale incompetenza con uno dei fermi immagine più ridicoli della storia.

No, ma, bello. Bravi.

Sei mesi dopo, Alice (soppravvissuta allo schianto) è in cerca di Arcadia, la città dove dovrebbero trovarsi i suoi “amici” del capitolo precedente.

Intanto fa degli inspiegabili videolog. Ma per chi? Mah…

Arrivata alle coordinate indicate dal messaggio divulgato via radio da Arcadia, la nostra eroina trova una moltitudine di veivoli aerei parcheggiati alla perfezione in un campo e Claire (un delle sue amichette), che la attacca. A quanto pare, Claire, ha perso la memoria e la sua mente è controllata da un ragno robotico con un rubino incastonato (?).

Ed Wood, se ci sei batti un colpo.

Dopo aver rimosso il ragno Alice da una lavata alla sua amica.

E la trucca.

Ogni tanto si vede un satellite che inquadra la nostra eroina…

…e che registra la sua voce. Certo, fattibilissimo.

Riprendono l’aereo e muovono verso sud, a Los Angeles. (Non ricordo per qual motivo, questo film è una noia mortale)

Vedono la scritta “Aiutateci” su un tetto e riescono a fare un atterraggio di fortuna, su cui non mi soffermerò perché andrebbe commentato fotogramma per fotogramma.

Incontriamo qui i soppravvissuti di L. A., tra cui questo tizio qua sopra che è palesemente cattivo come  i villan dei fumetti. Ed è fastidiosissimo.

Tra gli altri un asiatico, un nero (che giocava a basket), un meccanico e altre mezze comparse piazzate lì solo per morire.


Nella foto: dove vendono la “imbragatura-fondina” per mettere due pistole e una katana?

Che noia sto film.
I protagonisti scoprono che Arcadia non è una città ma una nave, situata nei pressi delle coste di L.A.

Il messaggio radio che arriva dalla nave è più o meno questo:”Qui è Arcadia, bla bla, qui non c’è infezione, offriamo cibo e sicurezza…..Raaaargh Roar GRAFTGRAFT Raaaaaaaaaa”. Ora: in un mondo abitato prevalentemente da zombie non è difficile capire cosa sia successo (nel momento esatto in cui registravano quel messaggio tra l’altro).

Ma i nostri eroi decidono lo stesso di arrivare alla nave a tutti i costi. Contenti loro.

Un’inquadratura ci mostra che i morti-viventi stanno scavando un tunnel per arrivare dentro al palazzo dove sono rinchiusi i “nostri eroi”.


Nella foto: se sei una sopravvissuta sei gnocca per forza.

E poi un mucchio di cazzate come l’attore di Prison Break che deve (stranamente) fuggire da una prigione.

Gli zombie stanno per entrare nel bagno.


Nella foto: pyramid head?

Una serie di inquadrature mostrano diverse cose che stanno succedendo, come i morti viventi che arrivano, quel coso rimasto senza spiegazioni della foto qui sopra e Alice che si sta per fare la doccia. E hanno tutte in comune il fatto di non essere interessanti.

Quando ho visto questa scena ho sperato che il film si trasformasse in un soft porno. Avrebbe dato un senso al tutto.

Invece i morti viventi  interrompono Alice mentre si spoglia.

Perché ha una buccia-di-banana-zombie in bocca? Il film non lo spiega.


Nella foto: girasoli zombie

Scoprono il tunnel fatto dai morti. Furbi sti morti.

Decidono di liberare il tipo che hanno rinchiuso perché lui dice di conoscere un modo per uscire di lì… (Anche qui nooooooooooiiiiiaaaaaaaaa)

…che putacaso è il fratello di Claire (Ali Larter). E chissenefrega? Avessero un minimo di spessore i personaggi capirei, ma così, buttato dentro a caso, questo “colpo di scena” amplifica solo la Nooooooiaaaaaaaa incredibile che permea tutto il film.

Qui mi sono alzato per andare in bagno, ed è la cosa che ricordo di più.


Nella foto: ma sì, appena uscito di prigione, diamogli una pistola…

Il piano di questo qui per uscire è di usare un “pacificatore urbano”, un mezzo corazzato, per sfondare il cancello e arrivare alla nave. Non poniamoci domande al riguardo, andiamo avanti.

Il pacificatore ha un problema: bisogna montare il motore e potrebbe richiedere settimane, mentre il tempo stringe (gli zombie stanno penetrando)

Cercate di seguirmi: siccome potrebbero volerci settimane a montare il motore, il tipo palesemente cattivo spara al meccanico; poi prende l’aereo con il quale è atterrata Alice e se ne va.

…..?

Allora decidono di uscire usando il tunnel che hanno scavato gli zombie (cosa??). Prima di riuscire a scappare Alice e Claire affrontano un…coso.


Nella foto: Claire rivela di essere un ninja.


Nella foto: se fosse stato un film porno sarebbe stato più onesto.

Arrivano alla nave (non chiedetemi come, mi sono addormentato dieci minuti) che si scopre essere deserta. Ma no? Cazzo che noia, qui stavo davvero esplodendo. Questo film è irritante come poche cose al mondo.

Decidono di “cercare in ogni metro della nave”. Non si sa perché.

Prima che mi dimentichi: sono rimasti solo in tre, gli altri sono morti. Ma chissenefrega? Si vedeva dal primo minuto di film chi doveva sopravvivere e chi no.

Claire: “è una trappola!”. E entrano. (?)

Scoprono che la persona che stavano cercando (stavano cercando qualcuno?) è nella nave, in un tubo di vetro. E lo vedono da questo fighissimo palmare trasparente, con foto e dati di tutti i prigionieri.

Alice va avanti.

E trova Wesker ad aspettarla seduto. Il peggior cliché possibile. Qui, sinceramente, ho spento.

Quando ho ripreso a vederlo il giorno dopo ho mandato avanti a caso fino ad un punto che non avevo visto, quindi è possibile che mi sia perso qualcosa.

Ecco che Claire e suo fratello vengono imprigionati da Wesker nei tubi di vetro.

E nel momento in cui Alice li libera…

…Ma come fanno ad esserci già le loro foto e i loro dati nel palmare??? Sono rimasti chiusi tipo 10 minuti!!

Davvero, credo che Resident Evil: Afterlife sia la più brutta grande produzione che abbia mai visto.

Se c’è qualcuno che conosce un film ad alto budget peggiore di questo, bé lo sfido! Commenti pure qua sotto…

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in Recensioni - Cinema | 1 Commento

1 commento

  1. Herwig Carden Loyd scrive:

    bei ricordi.

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