Sessantananosecondi

60 nanosecondi, 100 all'ammore

Banished – una recensione flash

Quando inizi a fare il programmatore e impari qualcosina, inevitabilmente ti ritrovi a pasticciare col codice per creare qualche giochino stupido per far ridere gli amici. Ecco, al giorno d’oggi quando penso ad un gioco fatto da una sola persona, mi viene in mente robetta del genere.  Banished è stato sviluppato da un solo programmatore, Luke Hodorowicz, che è riuscito nell’intento di terminare i lavori e pubblicare il gioco sette giorni fa.

Shining Rock Software, questo il roboante pseudonimo scelto, propone un city builder vecchio stampo, che pesca a piene mani dai Sim City di una volta (fino al 4, per intenderci) e dai vecchi esponenti delle serie Caesar e Settlers (tanti bei ricordi). Il pescato viene trattato con i diktat che paiono essere in auge nel mondo indie odierno: survival e casualità degli scenari.

Banished

Ebbene sì, Banished nasce come survival duro e crudo, e solo dopo qualche tempo viene tramutato in gestionale dal suo creatore. Il cambio di rotta è totale ma il fattore sopravvivenza rimane nella struttura definitiva del gioco: nel vostro villaggio simil-medievale la fame e il freddo la fanno da padroni, e un piccolo errore di valutazione può portare alla decimazione della popolazione durante l’inverno. Mi è capitato di sperperare risorse e il gelo si è portato via metà popolazione come neanche fosse un intervento in scivolata di Aronica. I sopravvissuti hanno dovuto fare invece i conti con la fame fino a primavera inoltrata.

Se volete che il vostro villaggio assomigli di più al paese del cioccolato dei Simpson piuttosto che ad Auschwitz-Birkenau, provvedete subito a mettere un tetto sopra alla testa alle vostre allegre famigliole. Il passo successivo sarà mettere da parte legna per scaldare i poveracci durante l’inverno, oltre a qualche fungo e qualche bella bistecca da mettere sotto i denti. Fatto questo potrete godervi qualche anno di tranquillità (il gioco conta gli anni che la vostra comunità riuscirà a sopravvivere), in attesa della prossima crisi (nel mio caso la fine dell’approvvigionamento degli strumenti, la cui mancanza renderà l’efficienza dei vostri lavoratori pari a quella di un impiegato pubblico).

Banished

Nel corso delle partite dovrete far ruotare spesso i vostri uomini (e donne, tutti gli adulti fanno indifferentemente tutti i i tipi di lavoro): in primavera avrà senso mettere qualcuno a coltivare i campi. D’inverno, quando il raccolto sarà un vecchio ricordo ricoperto di neve, le stesse persone sarà meglio metterle in miniera o a tagliare legna. Gli omini sono abbastanza indipendenti, andando a porsi a metà tra i coloni di Settlers e i cittadini di Tropico. In ogni caso, potrete cambiargli lavoro e ordinare di raccogliere minerali o tagliare gli alberi.

Per il resto, tutto qui. Il livello di difficoltà è sopra la media: se fate una cazzata, la pagate. Costruire un edificio che non serve a niente in un determinato momento porterà a bruciare anni di risorse raccolte faticosamente, così come non potrete permettermi di tenere i vostri uomini nelle posizioni sbagliate. Per fortuna viene incontro il buon tutorial, che ci edulcora per fino e per segno su tutte le meccaniche di gioco, e la favolosa interfaccia, composta da pannelli selezionabili e posizionabili a piacimento: un po’ come si può fare nel corso della simulazione 3D di una partita di Football Manager, ma realizzato in modo più pratico e utile.

Dimenticavo: non c’è alcun tipo di campagna e rotture del tipo “ora fai questo, ora fai quello”. Generate lo scenario (un po’ come in Sim City 3000 o, non so perchè mi viene in mente, Worms 3D), scegliete il nome della città e via. Abbiamo gli onnipresenti achievement, che a sfogliarli sembrano irraggiungibili: obiettivo sul raggiungere 300 abitanti, quando io dopo 30 anni di strenua sopravvivenza non ho mai superato le 18 persone…

L’unico mio dubbio è che si tratti di un gioco un po’ “restrittivo”: in genere, superate un po’ di difficoltà, in un city builder è bello trovare un po’ di tranquillità per dare estro alle proprie capacità urbanistiche. Dopo diverse di ore mi ritrovo con un comunità che si riproduce a ritmi da panda e tempi biblici per realizzare anche un molo. Ma è ancora presto per poterlo dire.

Banished

“Riuscirò mai ad essere all’altezza di Zorro????”

Vi avviso, Banished è un vero mangia ore, come solo i più grandi esponenti del genere sanno essere.

Premiate il suo sviluppatore acquistandolo sul sito ufficiale del gioco, su Steam o sull’Humble Bundle Store (o a meno sugli innumerevoli siti di key).

postato da Herwig Carden Loyd in In vetrina,Recensioni - Videoludica | Nessun commento

Estasiato? Scandalizzato? Di' la tua!

Scrivi il tuo commento. Fanculo la censura!
Il tuo nome
Email (non sarà pubblicata)
Sito web (opzionale)
Il tuo commento