Sessantananosecondi

60 nanosecondi, 100 all'ammore

Splinter Cell e quel gioco da Lista Nera

E’ il 22 Agosto 2013, e Blacklist, atteso come il messia degli Stealth, si prepara a sbarcare sugli scaffali dei negozi di elettronica di consumo. Dopo qualche giorno, le riviste lo acclamano e gli utenti son contenti. I fan di SC invece lo disinstallano in media dopo 5 livelli in single-player. Cosa è successo?

 

Stessa storia, un ulteriore passo indietro: nel 2010 esce Conviction, titolo fortemente action mascherato dal titolo Splinter Cell; vende un botto e laggente è contenta. E i fan? Beh, come tutti i fan, si lamentano: la svolta action ha reso Sam Fisher una sorta di Jason Bourne in crisi di mezz’età e vendicativo, mancano tante piccole cose che rendono il gioco un run ‘n gun piuttosto che uno stealth con pianificazione action; molte sbandierate caratteristiche (tra cui le famose scritte in sovrimpressione sugli sfondi che indicano gli obiettivi, o il Mark & Execute) sono buttate per rendere il gioco più appetibile ai neofiti. E che fa Ubisoft? Corre ai ripari e promette un seguito esaltante adatto a tutti i tipi di giocatori.

Adatto a tutti i tipi di giocatori

adatto a tutti i tipi

adatto a tutti

Sì, avete già capito come è andata a finire. Splinter Cell Blacklist è una presa per il culo. Vediamo perché.

 

La storia è ancora quasi personale: stavolta è il protagonista di sempre, Jason Pescatore, a occuparsi delle operazioni suicida, è infatti a capo della Fourth Echelon, la squadra clandestina antiterrorismo più famosa al mondo, ma che conduce operazioni segretissime. (OFF TOPIC Ma Fisher e Grim quanti anni hanno a sto punto? Li hanno svecchiati e uno salta come un olimpionico mentre l’altra è ‘na gnoccona, ma sembrano comunque quarantenni nell’aspetto, quindi il gioco è un reboot-quel…?). I cattivi, noti come gli Ingegneri, vogliono colpire l’America in 12 diverse città (la Blacklist del titolo) per allontanare le truppe americane dai 2/3 del mondo in cui sono sbarcate. Buona idea, ma…attaccare una riserva idrica nella Louisiana, diffondere gas nervino dalla metropolitana di Philadelphia, c’entrano più col rovinare l’America come superpotenza piuttosto che allontanare le truppe. Un po’ megalomani questi cattivi. Ma SC non è mai stato un portabandiera di trame elaborate o coerenti, e Blacklist rimane pur sempre un gioco Tom Clancy: parliamo del gameplay visto che state fremendo tutti.

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stalney Tucci

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stanley Tucci

 

Sin dai primi momenti non viene fatto nulla per separarsi da quel “mezzo spinoff con titolo ufficiale” di Conviction. Ci sono ancora quelle fastidiose scritte in sovrimpressione, che avrebbero senso se Samuele non avesse tutto questo equipaggiamento addosso che persino il Casio da 3000€ che porta al polso lo aggiorna sulle munizioni disponibili: il muro di testo che sia crea tra HUD e scritte varie rende complicato leggere le informazioni necessarie e l’abbinamento stona. Vi avvicinate ad una porta e vi appariranno almeno 5 scritte diverse sulle azioni possibili e dovete girare la telecamera almeno di 90° per ciascuna. Una piccolezza? Avete ragione, ma c’è di peggio.

Il cuore del gameplay è rimasto sempre quello del capitolo precedente, per cui in certe sezioni dei livelli diventa obbligatorio attaccare i nemici frontalmente e tutti i significati di Cellula Fantasma vanno a farsi fottere. Vi troverete ad affrontare nemici dal campo visivo ridottissimo e dall’udito peggiore. Immaginate: siete dietro un riparo, una guardia vi sta passando a fianco e un’altra da lontano sta guardando tutta la scena. “Atterrate furtivamente” dietro al riparo la guardia che passa, per poi stordirla: anche un cieco sordo si accorgerebbe della vostra presenza, ma il tipo in fondo di vedetta non vi sta cagando di striscio perché secondo il gioco avete fatto un “atterramento furtivo”. Non è uno scherzo: ho provato a cambiare livello di difficoltà ma la situazione è la stessa. Blacklist è una bufala.

(PS: anche i nemici di The Last Of Us hanno un pessimo udito in queste situazioni, ma sapete, non è propriamente uno stealth).

 

Gran parte dell’opera dà il feeling di un grosso tutorial: in una sequenza scriptata dovete attaccare a mani nude un nemico che vi ha disarmato e si è nascosto dall’altra parte di una “stanza”, dove c’è molto vento e le tende appese svolazzanti possono rovinare la vostra copertura in pochi attimi. La forma è quella del laser game, dove il tempismo è fondamentale e occorre scegliere il percorso giusto. Il gioco che fa? Vi dice chiaramente “Sconfiggi il nemico riparandoti dietro le ombre. Occhio al tempismo!” ed evidenzia in modo eclatante i ripari da scegliere per avvicinarvi allo scagnozzo. Beh, grazie davvero, senza il tuo aiuto avrei potuto far funzionare i neuroni. Blacklist è facile e lineare.

 

Parliamo dei contentini per i fan: nei capitoli precedenti era possibili distrarre il nemico lanciando bottiglie o cocci da lontano, e qui hanno reintrodotto questa possibilità, limitata al lancio di Dispositivi Acustici. Una guardia può essere attratta dal rumore e dirigersi in quella zona, non accorgendosi che è stata lanciata tecnologia militare supersegreta americana da miliardi di dollari. Vabbé.

Splinter Cell Blacklist karambit

#coltello_nuovo #karambit #ti_taglio_in_due #swag

E’ possibile nascondere i cadaveri: peccato che serva solo al punteggio finale e non a rendervi le cose più complicate come accadeva nel terzo episodio, Chaos Theory, dove i nemici si corazzavano sempre più all’aumentare degli allarmi che facevate scattare. Vabbé.

Ma a che vi serve poi nasconderli? I livelli hanno sempre un punto d’inizio, vari hub collegati da corridoi che servono a caricare gli hub successivi (come gli ascensori di Mass Effect, ricordate?) e il punto finale. I nemici li troverete solo negli Hub e tra di loro non si avvertiranno mai se farete scattare un allarme. Vabbé.

Potete scegliere e potenziare l’equipaggiamento prima di una missione, ma non rischierete mai di scegliere quello sbagliato. Le missioni della Campagna sono così facili e Sam è così potente che potete atterrare i nemici con un solo tasto senza conseguenze. In giro troviamo pure la rovina degli action moderni, le casse di munizioni per ripristinare l’armamentario. Certo, come se in Guatemala spacciassero telecamerine americane con gas nervino incorporato. Vabbé.

Menzionavamo le abilità fisiche di Sam: a 56 anni è superveloce e scala castelli abbandonati su scogliere più velocemente di Ezio Auditore da Firenze. Come ovviare a questo vantaggio, caro sviluppatore Ubisoft? I nemici vi uccidono in pochi colpi, ma esattamente come in COD basta ripararvi e le vostre ferite saranno magicamente rimarginate. E i 2,3 medikit impossibili da trovare in livelli che durano ore dove sono finiti? Vabbé.

“E’ possibile completare il gioco senza usare il Mark & Execute” (per i pochi a non conoscere questo sistema ormai abusato nei vg: puntate dei nemici e premendo un tasto verranno eliminati automaticamente in una sequenza molto Matrix). Non è vero per colpa degli script. Vabbé.

Le missioni secondarie sono stile sandbox e potete approcciare gli obiettivi come più vi aggrada: come hanno regolato la difficoltà? Bene, sono più toste di quelle della campagna ma per il solo motivo che se morite/fate scattare un allarme/contravvenite alle regole del livello dovete ricominciare da capo. Molto conveniente per uno sviluppatore. Vabbé, abbiamo capito che Blacklist dà i contentini solo nelle premesse.

 

Sam of Persia: Fisher Within

Sam of Persia: Fisher Within

Altre due cose che rovinano questo gioco e poi la chiudiamo qui: le missioni coop e Orda. Per quanto riguarda le prime, se non avete un amico online non potete giocarle e questo detrae TANTISSIMO dall’esperienza. SC nasce come titolo single-player e questa è una grossa limitazione dei contenuti offerti al singolo acquirente, che segue la moda dei titoli recenti di farvi sclerare obbligatoriamente in compagnia di uno straniero (o un amico) online (vedi Dead Space 3). Addirittura alcune sezioni delle missioni secondarie, fucine di punteggi realizzati da completisti o ex-fanatici degli arcade, sono esclusive per un vostro compagno di coop. Aggiungete il fatto che in questo tipo di gameplay è necessario avere persone al vostro fianco “sincronizzate” con le vostre decisioni, e se i vostri amici piratano anche le patatine al supermercato, o semplicemente giocano su un altro sistema…beh, siete spacciati.

Le altre missioni invece, quelle di tipo Orda….ho già detto tutto. Ma a cosa pensava Ubisoft nella realizzazione?

 

Vedete quei monitor? Sono tutti DLC.

Vedete quei monitor? Sono tutti DLC.

Pensava chiaramente a fare più soldi possibili. Blacklist rientra in quella categoria di giochi appartenenti a saghe leggendarie e decretanti per il successo dei videogiochi recenti, che stanno subendo un processo di svecchiamento per poter essere apprezzati da una grande schiera di utenti: Resident Evil, Metal Gear Solid, Final Fantasy, solo per nominarne alcuni. Il risultato è un gioco spettacolare se spegnete il cervello e vi fate portare mano nella mano dagli sviluppatori in un level design linearissimo con approcci di risoluzione segnalati nelle varie stanze. Qui è come se gli sviluppatori avessero voluto farvi vedere lo stealth da un punto di vista hollywoodiano.

PREDICA ON

Boicottate questi giochi, fatelo per il bene delle software house; COD: Ghosts ha venduto meno dei precedenti quest’anno, e non è simbolo solo della crisi economica, ma anche dell’insoddisfazione dell’utenza. Ubisoft doveva impegnarsi e ha sicuramente prodotto un gioco migliore di Conviction, ma ancora una volta si è venduta a logiche di mercato, senza osare né innovare, probabilmente per recuperare i costi di sviluppo/marketing di The Division e Watch Dogs.

Se non siete fan di SC e avete meno di 16 anni, questo Blacklist vi sembrerà la megafigatasupercicciosissima e allora comprerete la Super Duper Limited Edition con il Casio sbrilluccicoso di Bourne Fisher incluso. Se siete fan, statene alla larga: Splinter Cell è morto, Viva Splinter Cell, come si dice in questi casi.

PREDICA OFF

PS una bella immagine di Milf Grim per farvi vedere l’unico pregio del gioco.

Non preoccupatevi: nel gioco ha una scollatura più evidente.

Non preoccupatevi: nel gioco ha una scollatura più evidente.

postato da Léon Hornisse in Articolo,In vetrina,Recensioni - Videoludica | 1 Commento

1 commento

  1. Herwig Carden Loyd scrive:

    I dieci anni che sono passati non hanno fatto male a Grim, anzi.

Estasiato? Scandalizzato? Di' la tua!

Scrivi il tuo commento. Fanculo la censura!
Il tuo nome
Email (non sarà pubblicata)
Sito web (opzionale)
Il tuo commento