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Dal tramonto all’alba

Dal tramonto all'alba - From dusk till dawn (1996)

Dal tramonto all’alba – From dusk till dawn (1996)

Ultimamente sono in scimmia con tutto quello che è made in Tarantino, e non è la prima volta che mi capita. Sarà l’arrivo del nuovo film, sarà quel che sarà, ma ho iniziato a rivedermi la filmografia, partendo dai pezzi più oscuri.

Quindi: pronti, via! e mi sono rivisto True Romance (da noi Una vita al massimo, godibile pellicola bistrattata alle nostre latitudini dalla Cecchi Gori), di cui Tarantino aveva scritto la sceneggiatura e che è stato diretto dal topgunesco Tony Scott (magari un giorno ne parliamo).  Poi, è stato il turno di Jackie Brown, di cui trovate vita, morte e miracoli precisamente qui. A seguire, break deciso con Django Unchained, che oscuro non è per niente, per poi atterrare sulla pagina di iMDB dedicata al regista/sceneggiatore/esticazzi.

Cosa ci guardiamo, adesso?

La sezione writer mi ha tolto ogni dubbio, riportandomi alla mente un titolo rimosso da tempo: Dal tramonto all’alba. Leggi tutto…

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Tropa de elite – Gli squadroni della morte (2007)

Non penso di avere una grande tradizione di cinema brasiliano alle spalle. Probabilmente, il cinema brasiliano in sè non ha una grande tradizione (mia ignoranza permettendo). Fatto sta che quello che è probabilmente l’unico film verdeoro che abbia mai visto sia una perla dalla rara bellezza: City of God è, infatti, un film assolutamente da vedere. Ne parlavamo a questi lidi ormai diversi anni fa.

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Tropa de elite – Gli squadroni della morte | Ammazza se sti colori si intonano bene col resto del blog!

E’ giunto il momento di ripetere l’esperienza con un film che hai da parte proprio da quei giorni, più o meno. Tropa de Elite, al secolo in USA Elite Squad, al secolo in Italia Tropa de elite – Gli squadroni della morte, che se non ci metti un sottotitolo pare che non è un film. I brasileiri lasciano o raddoppiano? Raddoppiano, raddoppiano…. Leggi tutto…

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Il Ragazzo Invisibile di Salvatores – analisi del trailer

Ok, siete pronti? Tenetevi forte.

Avete già fatto play? Se sì, bene. Altrimenti prendetevi un attimo, leggetevi queste due righe e poi inspirate profondamente. Leggi tutto…

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Io vi consiglio? Funny Game US

Funny Games US

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Come si fa un film dell’orrore?
Si inizia con la normalità. Una coppia, un gruppo di amici, o più in generale i protagonisti vengono raffigurati mentre vivono le loro vite normalmente. Poi qualcosa stravolge la tranquillità: una minaccia, un killer, un mostro o una qualche creatura, inizia ad uccidere. Alcuni personaggi più o meno secondari muoiono, finché non arriva il punto in cui la minaccia scompare brevemente. I protagonisti cercano allora di fuggire, o di trovare rimedio, quando la minaccia ricompare (l’inizio del cosiddetto terzo atto). Si apre l’epica parte finale, dove tutti crepano tranne una persona, di solito quella con cui il pubblico poteva empatizzare di più (la final girl). I due “picchi” si hanno quando muore la persona più importante per il protagonista e quando questi uccide la minaccia. Leggi tutto…

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The Master (Io vi s…consiglio)

The Master - 2012

The Master – 2012

Avevamo parlato di Wes Anderson e del suo particolare ultimo film. Questa volta invece passiamo ad un’opera del più quotato della trinità contemporanea degli Anderson registi, ovvero The Master di Paul Thomas (Anderson).

The Master è una pellicola del 2012 diretta appunto dal regista de Il petroliere e Boogie Nights, che ai tempi balzò all’onore delle cronache per alcune prime, buone critiche e per l’accattivante accoppiata di protagonisti, interpretati da Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman. Leggi tutto…

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Io vi consiglio – In Bruges

In Bruges (2008)

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In Bruges è una commedia nera della miglior specie. Non lasciate che l’inizio macchinoso vi scoraggi: la pellicola si fa più interessante con lo scorrere dei minuti.
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The Grand Budapest Hotel (Io vi s… consiglio)

The Grand Budapest Hotel

The Grand Budapest Hotel

The Grand Budapest Hotel non è un film per tutti. Ma proprio per niente.

In questa rubrica da poco iniziata abbiamo avuto, per il momento, solo giudizi finali “positivi”. Questo è, e probabilmente rimarrà, il primo caso di pareggio. Leggi tutto…

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Io vi consiglio – 28 giorni dopo

28 giorni dopo (28 days later)

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“Io sono leggenda” è la brutta copia di questo film. Non per la trama generale (che nasce nella letteratura) ma per tanti piccoli dettagli che il filmaccio americano riprende e rovina sistematicamente. Se vi è piaciuto Will Smith che ripete a memoria le battute di Shrek guardate questa pellicola e capirete dove tutto è nato.
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Children of Men – I Figli degli uomini (Io vi consiglio)

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Children of Men – I Figli degli uomini (2006)

Siamo nel 2027 e sono anni che non nasce più nessuno. Una roba da paura, ma finchè torni a casa e trovi pronto da mangiare, non ti sconvolge più di tanto. Fatto sta che, in questo mondo di soli maggiorenni, la vita va avanti, fino a quando la persona più giovane sulla faccia del pianeta, l’argentino appena diciottenne Diego, non muore di morte violenta. All’improvviso la disperazione: tuti riversati davanti ai teleschermi, a piangere davanti alle immagini del giovine deceduto in una rissa da bar.

Perché il problema è tale solo quando te ne ricordi, o qualcuno te lo ricorda.

Questo non è il futuro. Niente macchine volanti o alieni. E’ la realtà. Se nel 1996 i parti fossero terminati all’improvviso, oggi andrebbe esattamente così. Si reagirebbe con la solita incoerenza con cui si reagisce a tutti i problemi quotidiani.

In Children of Men seguiamo la vicenda di Theo (Clive Owen), anonimo impiegato londinese dalla vita tranquilla, con un passato da attivista politico. Qualche tragico avvenimento e la convinzione che in ogni caso le cose non cambierebbero lo portano a scegliere un’esistenza comoda. All’inizio seguiamo il quotidiano del protagonista, che si muove con naturalezza in un’Inghilterra fatta di gente vacua che ignora i problemi della vita, e che quando non li ignora si limita a dare la colpa a un nemico comune, gli immigrati. Leggi tutto…

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Dark City

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“Take the idol if you dare”

Ce lo avevi da vedere da tanti anni, Dark City. Così tanti che c’era ancora downloadzone Blockbuster,

Te l’eri segnato tra i film da vedere per il voto sorprendentemente alto della tua bibbia IMDB, per la presenza di Jack Bauer (all’anagrafe Kiefer Sutherland) e per il fatto che dietro la macchina da presa ci fosse Alex Proyas de Il Corvo.

Dark City parte come un thrillerone di quelli belli: spunto trito e ritrito ma efficace, musica pa-pa-pam, cittadinozza ammerigana e tutti in giro belli eleganti che un po’ sembra un film di Andrew Niccol.

Lo spunto trito ecc.: un uomo (Rufus Sewell, che ti pare di averlo visto in mezzo mondo e poi guardi la sua filmografia e fai: ah, no) si sveglia senza memoria in una stanza d’albergo. Il telefono suona: è il dottor Schreber (Sutherland) che lo avvisa che qualcuno sta venendo a prenderlo per fargli qualcosa di poco piacevole. Il nostro uomo smemorato se la dà comprensibilmente a gambe levate, non prima di notare un cadavere nella sua stanza. Bimbumbam, e pure la polizia finisce alla sue calcagna, incolpandolo (o forse è davvero colpa sua?) dell’omicidio. Leggi tutto…

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