Sessantananosecondi

60 nanosecondi, 100 all'ammore

Quella droga chiamata The Phantom Pain

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. A self made game

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. A self made game

Nel 2000 o giù di lì il primo contatto con la saga: Metal Gear Solid. In ritardo.

E non mi è piaciuto.

E meno male, perchè ho in seguito divorato il suddetto titolo, giocato a tutti gli episodi seguenti, provato di striscio quelli per MSX e atteso spasmodicamente quello che da un paio di settimane è l’ultimo arrivato, ovvero Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Leggi tutto…

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Deadly Premonition

Notizia flash: Deadly Premonition è un bel gioco!

deadly premonition york sandwich

Alla fine del 2010 leggi una recensione di un gioco misconosciuto: Deadly Premonition. Ed è subito amore.

C’è un problema: esiste solo per console, e tu non hai una console. Inoltre, la versione occidentale è ad esclusivo appannaggio Xbox 360.

Quando, anni dopo, scopri che è aperta una proposta su Steam Greenlight per portarlo su pc, voti senza pensarci due volte. E attendi. Perdi il filo del discorso per qualche tempo, poi una sera un tuo amico ti linka un bundle a due spicci: piatto forte proprio Deadly Premonition per pc, un cult che blablabla…

Ma sai già tutto, ed hai appena aggiunto una transazione al conto Paypal. Leggi tutto…

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In colpevole ritardo: The Last of Us

Joel The Last of Us

The Last of Us – Starring: Joel Gallagher…

Un mesetto fa è uscita sul mercato, con qualche fanfara di troppo, l’edizione Remastered, ma io ho appena finito The Last of Us nella versione originale per PS3.

Che dire… se tutti i giochi “a corridoio” di questa generazione fossero stati di questo tenore… beh, sarebbe stato un bel vedere e anche abbastanza un bel giocare. Valore di produzione esagerato, alta direzione artistica, gameplay ben studiato, personaggi che funzionano: tutti tasselli che fanno di The Last of Us un BEL gioco.

E poi? Leggi tutto…

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Splinter Cell e quel gioco da Lista Nera

E’ il 22 Agosto 2013, e Blacklist, atteso come il messia degli Stealth, si prepara a sbarcare sugli scaffali dei negozi di elettronica di consumo. Dopo qualche giorno, le riviste lo acclamano e gli utenti son contenti. I fan di SC invece lo disinstallano in media dopo 5 livelli in single-player. Cosa è successo?

 

Stessa storia, un ulteriore passo indietro: nel 2010 esce Conviction, titolo fortemente action mascherato dal titolo Splinter Cell; vende un botto e laggente è contenta. E i fan? Beh, come tutti i fan, si lamentano: la svolta action ha reso Sam Fisher una sorta di Jason Bourne in crisi di mezz’età e vendicativo, mancano tante piccole cose che rendono il gioco un run ‘n gun piuttosto che uno stealth con pianificazione action; molte sbandierate caratteristiche (tra cui le famose scritte in sovrimpressione sugli sfondi che indicano gli obiettivi, o il Mark & Execute) sono buttate per rendere il gioco più appetibile ai neofiti. E che fa Ubisoft? Corre ai ripari e promette un seguito esaltante adatto a tutti i tipi di giocatori.

Adatto a tutti i tipi di giocatori

adatto a tutti i tipi

adatto a tutti

Sì, avete già capito come è andata a finire. Splinter Cell Blacklist è una presa per il culo. Vediamo perché.

 

La storia è ancora quasi personale: stavolta è il protagonista di sempre, Jason Pescatore, a occuparsi delle operazioni suicida, è infatti a capo della Fourth Echelon, la squadra clandestina antiterrorismo più famosa al mondo, ma che conduce operazioni segretissime. (OFF TOPIC Ma Fisher e Grim quanti anni hanno a sto punto? Li hanno svecchiati e uno salta come un olimpionico mentre l’altra è ‘na gnoccona, ma sembrano comunque quarantenni nell’aspetto, quindi il gioco è un reboot-quel…?). I cattivi, noti come gli Ingegneri, vogliono colpire l’America in 12 diverse città (la Blacklist del titolo) per allontanare le truppe americane dai 2/3 del mondo in cui sono sbarcate. Buona idea, ma…attaccare una riserva idrica nella Louisiana, diffondere gas nervino dalla metropolitana di Philadelphia, c’entrano più col rovinare l’America come superpotenza piuttosto che allontanare le truppe. Un po’ megalomani questi cattivi. Ma SC non è mai stato un portabandiera di trame elaborate o coerenti, e Blacklist rimane pur sempre un gioco Tom Clancy: parliamo del gameplay visto che state fremendo tutti.

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stalney Tucci

Not Jim Carrey è pronto a salvare il mondo da Stanley Tucci

 

Sin dai primi momenti non viene fatto nulla per separarsi da quel “mezzo spinoff con titolo ufficiale” di Conviction. Ci sono ancora quelle fastidiose scritte in sovrimpressione, che avrebbero senso se Samuele non avesse tutto questo equipaggiamento addosso che persino il Casio da 3000€ che porta al polso lo aggiorna sulle munizioni disponibili: il muro di testo che sia crea tra HUD e scritte varie rende complicato leggere le informazioni necessarie e l’abbinamento stona. Vi avvicinate ad una porta e vi appariranno almeno 5 scritte diverse sulle azioni possibili e dovete girare la telecamera almeno di 90° per ciascuna. Una piccolezza? Avete ragione, ma c’è di peggio.

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