Sessantananosecondi

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Thank you for cheating

“In televisione non c’è niente che valga la pena guardare, a parte le Iene!”
Striscia la notizia fa dei servizi impeccabili”

Sono frasi che sento ripetere spesso. E, in parte, sono condivisibili: è vero che entrambi i programmi cercano di non pestare i piedi a chi non devono (ah, la mafia non esiste…), ma è egualmente vero che molti dei loro servizi hanno un’importante valenza di critica sociale. E la critica, si sa, è sempre utile al miglioramento.

Perché dico tanti servizi, e non tutti?

Questi due programmi televisivi di successo (ma anche i telegiornali molte volte) si scagliano spesso e volentieri contro truffatori, falsi invalidi, mentecatti, dipendenti pubblici che timbrano più cartellini e tutta una serie di persone che si approfittano del prossimo. Cerchiamo di dare uno sguardo approfondito alla questione.

In un paese in crisi dove lo stato non funziona è abbastanza facile trovare piccoli truffatori. Perché quando la gente fa la fame si arrangia come può; perché lo stato è l’insieme delle persone che lo compongono: perdere fiducia nello stato significa perdere fiducia nelle persone. E se a nessuno frega qualcosa degli altri non ci si deve certo sorprendere che nascano imbroglioni dietro ogni angolo.

Parliamo di una nazione che è stata governata da vent’anni da uno dei più grandi truffatori degli ultimi tempi; ma fosse l’unico! L’intera classe dirigente è composta in buona parte da mascalzoni senza scrupoli che vivono in modo parassitario a spese degli altri: se lo fanno loro che sono benestanti come si può pretendere che non lo voglia fare anche la povera gente?

Non fraintendetemi: queste persone sbagliano ad andare contro la legge; il nostro è uno stato di diritto, ogni individuo si deve impegnare a seguire delle regole. Ed è anche vero che chi truffa contribuisce a non far funzionare lo stato, e che è un circolo vizioso: più persone ingannano gli altri più nasceranno persone disposte ad andare contro ogni legge.

Ma mi viene ribrezzo a pensare che l’unica differenza tra i piccoli truffatori e la classe politica è che i primi non possono cambiare le leggi.

La disonestà è sempre una gran brutta bestia. Non solo quella del piccolo truffatore, ma anche quella di programmi come Striscia o le iene che si accontentano di una visione superficiale dei problemi del paese, e lo fanno per questioni di comodità, per non infastidire i poteri forti. Si chiama disonestà intellettuale.

“Ah! Un falso invalido! Questo vive coi miei soldi ed è sano come un pesce!”, certo, facile sputare sentenze, vero? Beati quelli che hanno una casa e un lavoro! Della vita di questi truffatori non sappiamo niente di niente. Tutto questo mi ricorda Orwell e 1984, dove sullo schermo appariva il nemico di turno e la gente era invitata ad inveirli contro. Perché? Ma per scaricare la rabbia! Per deviare l’attenzione della massa su argomenti di facile moralismo, quando il problema sta molto più alla base.

Una persona che è costretta ad infrangere la legge per vivere starebbe molto più tranquilla se avesse la possibilità di lavorare onestamente. E il nostro paese la offre questa possibilità? E se lo stato non garantisce dignità al cittadino, e se coloro che dovrebbero gestire i soldi pubblici li sperperano e ne sotraggono una grande quantità, cosa succede?

Caspita, non si fa nulla per combattere l’evasione, si incrociano le braccia quando si tratta di difender i diritti dei lavoratori (più di tre milioni di precari ad oggi) ma si scatena la lapidazione di massa quando qualche poveraccio cerca di arrangiarsi con metodi illeciti. Per non parlare di tutti gli altri settori che non funzionano…(con l’IRPEF che arriva solo al 43% più 25000€ oltre il massimo reddito)

Brutta storia dico io! Troppo facile farsi belli e buoni sui piccoli truffatori in un periodo come questo. Prima di giudicare provate un po’ a guardarvi allo specchio: siete delle persone oneste? E se rischiereste di far la fame rimarreste comunque paladini dell’ordine?

“Io a questo gioco al massacro non ci sto!”

Ma spendiamo ancora due parole.

Striscia la notizia è la locomotiva di testa nel convoglio del cervello spento. Non fa satira, e molte volte mi viene il dubbio se faccia davvero informazione. Tante volte ho il sospetto che i servizi siano recitati, ad esempio, oppure l’argomento trattato mi sembra talmento insulso da non meritare uno spazio televisivo.

Le rubriche che propone sono quanto di più ispido si veda in tv. Nuovi mostri? Diciamocelo: bisogna essere decerebrati per sorridere davanti ad una cosa del genere.

Veline? Ah, intendi la strumentalizzazione del corpo della donna? Bé ma quello è talmente diffuso…NO! Se una cosa meschina viene fatta da un milione di persone rimane comunque una cosa meschina.

Io me lo vedo il vecchio arrapato che guarda canale cinque, sentendosi la vagonata di risate a pagamento e guardando il gabibbo che si muove come un deficiente per tutto il tempo. Bene, è questa l’Italia di oggi.

Antonio Ricci poi è forse uno degli artefici della catastrofe culturale italiana; paperissima e scherzi a parte sono davvero la peggio cosa che si possa proporre per il piccolo schermo. E la gente, al solito, guarda e applaude senza nulla da ridire. Contenti voi…

Striscia, a quanto dice wikipedia, ha ricevuto nel 2011 il Guiness per il programma satirico più longevo. Tutto ok, apparte il fatto che NON fa satira, ma neanche lontanamente! La satira è contro il potere, non è un suo strumento.

Le iene sono un caso differente; alcuni servizi sono effettivamente utili e si spingono un pochino (ma proprio poco eh) più in la del programma di Ricci. Ad esempio i drogati in parlamento, o più recentemente Filippo Roma che viene menato da Barbareschi. Ma anche la truffa della farmacia, decisamente un buon servizio. Cosa c’è che non va allora? Il resto! Come i servizi chiaramente recitati, dove uno che ha truffato si lascia riprendere in volto e firma la delibera (??) per non avere i tratti del viso censurati (Per dirne uno: il tizio trentenne che “molestava” la ragazzina brava e buona settimana scorsa).

Poi tormentoni inutili, scoop a sfondo sessuale…etc. (gli ultras dei vip? Davvero pessimi…)

…e quanto odio Ilari Blasi.

Insomma il programma è impostato bene, il problema è che non ha concorrenza: chi sputtana le iene?

Un volta (prima che si mettesse a fare film di merda e a condurre proprio le iene) c’era il buon Fabio de Luigi che ne faceva una parodia di tutti questi programmi di satira spicciola.

Perché non si possono certo chiudere show che hanno picchi di ascolto impressionanti; l’unico rimedio sarebbe aumentare la dose, aprire programmi di vera satira. Allora tante persone che oggi guardano quest’articolo con diffidenza sarebbero d’accordo con me.

Non mi credete? Andate a vedere come sono fatti i veri programmi di satira all’estero.

Bill Maher, David Letterman, Jay Leno…

~Seydlitz

postato da Christopher Llewellyn Seydlitz in La disputa teologica della settimana (rubrica di intrattenimento) | Nessun commento

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